
La legge di conversione del Piano Casa definisce una strategia strutturale per contrastare il disagio abitativo in Italia e migliorare drasticamente la qualità ambientale del parco case del nostro Paese, fondata su investimenti pubblici e privati, rigenerazione urbana e alloggi a prezzi calmierati. Il piano mira a valorizzare il patrimnoio residenziale pubblico (ERP) e sociale (ERS) sia per la vendita sia per la locazione.
La strategia si articola su tre direttrici principali:
1. Riqualificazione ERP ed ERS
Recupero e potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale.
2. Fondo Housing Coesione
Uno strumento finanziario da 100 milioni di Euro per il 2026, gestito da Invimit SGR, a supporto dei programmi residenziali.
3. Investimenti con operatori privati
Almeno il 70% degli investimenti deve essere destinato all’edilizia convenzionata, con prezzi inferiori di almeno un terzo rispetto ai valori di mercato e un vincolo di destinazione trentennale.
Sul piano amministrativo, il provvedimento introduce rilevanti semplificazioni:
Iter semplificati: ampliamento dell’uso della SCIA per ristrutturazioni urbanistiche, demolizioni e ricostruzioni, abbinato a conferenze di servizi accelerate.
Incentivi per l’edilizia integrata: uso del permesso di costruire in deroga, permessi convenzionati, agevolazioni sui cambi di destinazione d’uso, scomputo degli oneri di bonifica e ulteriori interventi urbanistici.
Su questo abbimo intervistato Daniele Ielli (AU di Green Idea e ideatore di progettocasagreen.com).
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è entrata in vigore dal 2 luglio la Legge 106 – Piano Casa: cosa ne pensi?
Sembra una gran cosa dopo decenni di immobilismo, in cui solo il Superbonus aveva fatto ripartire edilizia ed economia dopo il Covid. Tuttavia, quel bonus si concentrava su chi una casa la possedeva già e doveva efficientarla o ristrutturarla.
Obiettivo 100.000 nuove case in 10 anni per un miglioramento della qualità anche ambientale delle abitazioni degli italiani: è possibile?
Certo, se ai proclami seguiranno i fatti, se le Amministrazioni pubbliche comprenderanno l’opportunità di eliminare gli edifici “cadavere”dai centri cittadini e se le imprese – scottate dagli ultimi governi – avranno il coraggio di dare ancora fiducia a un sistema Paese che fa acqua da tutte le parti.
Puoi essere più preciso su queste affermazioni?
Gli ultimi due governi sull’edilizia hanno fatto “carne da macello” e raccontato balle agli italiani: l’aumento del 25% dei fallimenti nel settore è il risultato di continue marce indietro a macchina in corsa. Lo sconto in fattura e la cessione del credito (soldi degli italiani per gli italiani) sono stati sostituiti dal PNRR, ovvero debiti che gli italiani dovranno ripagare per i prossimi 30 anni agli speculatori internazionali. Voglio però concludere con un messaggio positivo: per la fascia di popolazione composta da coppie e single under 36, o separati con e senza figli, che non hanno diritto alla casa popolare, il Piano Casa può essere una validissima soluzione per acquistare o affittare a canone calmierato. Penso che nei prossimi anni le piccole aziende come la mia realizzeranno soprattutto la prima soluzione (proprietà) mentre la locazione sarà più alla portata delle grandi aziende nei grandi centri.

